Una nuova scoperta archeologica, a Pombia (NO), in territorio anticamente abitato dalle popolazioni Liguri, ha portato alla luce un antico vaso, perfettamente integro, del VII sec. a.C., contenente i resti di una bevanda fermentata all’orzo e, cosa ancora più sorprendente e significativa, luppolata. Le analisidi laboratorio certificano questa presenza.

Come ci insegna la storia, già i Babilonesi come gli Egizi conoscevano l'arte di fermentare l'orzo, ma non conoscevano l’uso del luppolo che dà alla birra il classico sapore gradevole ed è, soprattutto, un ottimo conservante.
È luogo comune risalire ai monasteri della Boemia del XIII sec. d.C. per datare la birra come la conosciamo noi, e cioè luppolata. La scoperta, avvenuta nel 1995 a Pombia da parte della Soprintendenza ai Beni Archeologici del Piemonte, sposta indietro di molto l’uso del luppolo nella birra e indica soprattutto nei Liguri, che la chiamavano BRYTON, la primogenitura della birra moderna.

Da questa scoperta, BRYTON ricava la sua ricetta, ottenendo una birra di colore rosso ambrato con una schiuma persistente leggermente pastosa con una gradazione di 5,8% vol. con aromi di caramello e agrumi che ben si bilanciano con l’amaricante del luppolo selvatico ligure.
A fine degustazione la birra BRYTON appare ben strutturata ed equilibrata. Bevuta a temperatura frigo risulta dissetante e compagna gradevole di aperitivi, di pesce e di piatti estivi. Fresca di cantina è sincera con piatti forti ed invernali.

La birra BRYTON è prodotta in Italia nell’antico Sannio, dove nel 180 a.C. gli antichi Romani deportarono 50.000 Liguri, mai domi al potere di Roma.
La dicitura “birra indipendente” è un omaggio all’orgoglio di questo fiero popolo, di cui il cigno ripreso sull’etichetta è il primo simbolo conosciuto.